Sai che per suonare il pianoforte non bastano le mani? Certo, svolgono gran parte del lavoro, compongono la melodia e l’armonia, ma esiste un altro compito, più marginale, che è delegato ai piedi.
Proprio così, i piedi.
Premendo il pedale del pianoforte, il suono subisce una lieve modifica e cambia l’esperienza musicale. Ovviamente il pedale da solo non produce alcun suono! Affinché funzioni, è necessario che tu prema prima il pedale e, poi, le note sulla tastiera.
Ogni pianoforte, a seconda di com’è fatto (a coda, verticale o elettrico), presenta un numero di pedali che varia da uno a tre.
Vediamo nel dettaglio quali sono i pedali del piano, a cosa servono e quando si devono usare.
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Quanti pedali ha il pianoforte e come si chiamano
Come scritto poco sopra, il numero di pedali varia a seconda del pianoforte; il pianoforte con tre pedali è il più completo. Il piano elettrico, invece, fa eccezione, perché non ha tutti i sistemi meccanici del piano acustico. Ha quindi solo un pedale, chiamato di risonanza, che vedremo tra poco.
Prima di scoprire quali sono i pedali del pianoforte, è bene che tu conosca i principi del funzionamento del piano. Ogni tasto è collegato a un martelletto, il quale sbatte contro delle corde di varia lunghezza, spessore e quantità. La vibrazione di queste corde produce il suono che tanto ami.
Semplice no?
Adesso possiamo vedere quali sono i nomi dei pedali del pianoforte e le loro funzioni.
Come si chiamano i 3 pedali del pianoforte?
I pedali del pianoforte variano da uno a tre, a seconda del tipo di pianoforte. Partendo da sinistra, troviamo:
- Pedale una corda;
- Pedale tonale o sordina;
- Pedale di risonanza o pedale forte.

Adesso vediamo insieme qual è la loro funzione nello specifico.
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A cosa servono i pedali del pianoforte
Ora che sai quanti sono e come si chiamano, vediamo a cosa servono i pedali del pianoforte. A seconda del pedale premuto, il suono subirà delle modifiche:
- Il pedale una corda riduce lievemente l’intensità del suono;
- Il pedale tonale lega il suono delle ultime note suonate;
- La sordina riduce considerevolmente l’intensità del suono;
- Il pedale di risonanza o pedale forte lega il suono di tutte le note premute.
Quindi, i pedali del piano servono per modificare il suono, a seconda dell’effetto che vuoi ottenere.
Cosa fanno i 3 pedali del pianoforte?
1. Pedale una corda
Partiamo dal pedale di sinistra, chiamato PEDALE UNA CORDA. Il pedale 1 (una) corda si trova sui pianoforti verticali e sui pianoforti a coda. La sua funzione è di ridurre lievemente l’intensità del suono. Produce lo stesso effetto nei due strumenti, ma utilizza due meccanismi diversi.
Sul pianoforte verticale, i martelletti vengono avvicinati alle corde, quindi devono percorrere minore distanza per raggiungerle: questo comporta un’intensità di suono inferiore. Nel pianoforte a coda, invece, tutti i martelletti si spostano leggermente verso destra: in questo modo, anziché colpire tutte le corde (da 1 a 3), ne colpiscono solo una parte, riducendo l’intensità del suono.
2. Pedale centrale
Il pedale centrale, in base al tipo di pianoforte, prende il nome di sordina o pedale tonale e ha due funzioni molto diverse. La sordina, presente nei pianoforti verticali, serve per diminuire notevolmente l’intensità del suono del piano (funzione necessaria negli appartamenti, per poter suonare senza disturbare il vicinato). Il suo effetto è generato dall’interposizione di un feltro, un panno tra i martelletti e le corde del pianoforte, che rende inevitabile la percussione più dolce sulle corde. Il pedale tonale, invece, è presente nei pianoforti a coda e ha una funzione diversa. Esso fa sì che il suono delle ultime note suonate venga prolungato, mentre lascia le altre note, suonate prima del pedale, di durata naturale. Viene usato molto raramente.
3. Pedale di risonanza
Il pedale di destra è uguale su tutti i pianoforti, è il più utilizzato e prende il nome di pedale forte o pedale di risonanza. La sua funzione è di prolungare il suono di tutte le note che vengono premute quando il pedale è giù. Oltre a essere il più utilizzato, è anche quello da premere quando sullo spartito leggi la voce “Ped.”. La sua funzione è simile a quella del pedale tonale, con la differenza che prolunga il suono di tutte le note che vengono suonate dopo averlo schiacciato. Questa sua caratteristica lo rende indispensabile per creare un effetto di legatura tra le note. Nei pianoforti elettrici, il pedale di risonanza è l’unico pedale presente.
Come usare il pedale del pianoforte
Una domanda che spesso mi viene fatta è: “Come si usa il pedale destro del pianoforte?” Dal momento che è il pedale più usato, la cosa non mi sorprende. Vediamolo insieme.
Come si usa il pedale destro del pianoforte?
Puoi utilizzare il pedale di destra, o pedale di risonanza, principalmente in maniera sincopata ad ogni cambio di bassi o armonia.
Cosa significa?
Significa che il pedale destro non deve seguire lo stesso ritmo del brano, bensì quello dell’armonia. Noterai che, al contrario di quello che potresti pensare, sarà più il tempo in cui lo terrai premuto di quello in cui rimarrà sollevato. La domanda allora subisce una trasformazione e diventa: “Quando devo alzare il piede dal pedale destro?”
Il pedale di risonanza è un pedale di legatura: questo significa che dovrai interrompere il suo effetto (alzare il piede) nel momento in cui la legatura delle note sarà eccessiva e confusionale (ti sembrerà un pasticcio di suoni). Subito dopo potrai riabbassarlo.
Per darti un suggerimento pratico, ti consiglio di alzare il piede dal pedale e riabbassarlo subito dopo quando il brano cambia il basso dell’accompagnamento, l’accordo o l’arpeggio.
Così facendo dovresti ottenere un risultato piacevole all’ascolto.
Ricordati che il modo migliore per imparare a suonare con il pedale è provare. Apprendere come usare il pedale è la parte più istintiva che ci sia nello studiare il piano e, quindi, dovrai fare molto affidamento a ciò che ti suggerisce il tuo gusto personale. Capirai con facilità e in completa autonomia quando sarà il caso di interrompere la risonanza dei suoni legati con l’uso del pedale.

